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giovedì, 30 settembre 2004

La lista americana

 

 Simona Pari e Simona Torretta sono state rapite perché erano ritenute delle spie. E i loro nomi, così come anche quelli di Enzo Baldoni e del suo autista Ghareeb, comparivano in una lista dei servizi segreti statunitensi. E' quel che dice il commissario straordinario della Croce Rossa, Maurizio Scelli, ospite di Porta a porta. Affermazioni "enormi", commenta subito il vicepresidente della Camera, Fabio Mussi, che chiede chiarimenti al governo su questa storia ed annuncia un'interrogazione parlamentare.

"Venivano considerate spie - ha detto - in quanto i loro nomi comparivano in una lista che pare provenisse da uffici dei servizi segreti americani, e che le individuavano, secondo gli iracheni, come elementi di spionaggio. In qualche modo le due ragazze si collegavano a Baldoni e Ghareeb".

Scelli si sofferma anche sulla "figura misteriosa", così la definisce, dell'autista-interprete di Enzo Baldoni, sulla quale, afferma, "restano molti dubbi": il freelance, della cui morte si è avuta notizia il 27 agosto, "si fidava tanto di Garheeb, che invece veniva indicato come una spia palestinese che in qualche modo lavorava anche per gli israeliani. La sua morte - dice Scelli - sembra una esecuzione, quasi fosse un testimone scomodo".

A Baldoni e Ghareeb, in qualche modo, si collegavano le due ragazze italiane. Almeno, continua Scelli, nelle convinzioni dei sequestratori. I nomi di Simona Pari e Simona Torretta "comparivano in una lista che pare provenisse da uffici dei servizi segreti Usa - spiega il commissario straordinario della Cri - e che le individuavano, secondo gli iracheni, come elementi di spionaggio".


Proprio questo argomento sarebbe stato, continua Scelli, oggetto di alcuni interrogatori ai quali i rapitori hanno sottoposto le ragazze. Ma sarebbe stata la mobilitazione attivata in loro favore a rafforzare, nei sequestratori, la certezza che davvero lavorassero esclusivamente come volontarie. Fra l'altro, poco prima dell'incontro con le ragazze liberate, il collaboratore di Scelli, Navar, sarebbe stato invitato dagli intermediari a giurare sul Corano che le due italiane non erano spie.

Dichiarazioni che non potevano sortire una reazione immediata. Come quella di Fabio Mussi: "Il dottor Scelli ha detto in tv una cosa enorme", afferma il vicepresidente della Camera. "E' vero? - si domanda Mussi - e chi ha dato a chi quella lista? Chi è il responsabile di omicidi e rapimenti di persone note per il loro impegno umanitario e pacifista? Il governo deve rispondere subito. Domani - conclude

fonte: Repubblica on line















postato da floreana2 | 17:31 | link | commenti (3)

mercoledì, 29 settembre 2004

Pavlov e il giornalismo di Stato

Ricordate Tom Cruise nel film "Magnolia", che da un sontuoso palco istruisce una folla di uomini traditi e frustrati a diventare dominatori, svela loro i segreti del successo con le donne e gli offre il kit del potere testosteronico. Immaginate ora un altro palcoscenico ed immaginate Tom Ridge, grande capo del Dipartimento della sicurezza nazionale, che si rivolge ad un'affollata platea di giornalisti, li incita alla comune missione ed offre anche lui un kit, quello del potere informativo.

Il kit è stato da Ridge definito "dettagliato prontuario" e servirà alla stampa per rispondere alla situazione di crisi, dotando i giornalisti di strategie e di contatti (vicini al governo), necessari per fronteggiare lo scenario terroristico. Questa storia non si svolge su un set hollywoodiano, ma nelle principali città americane, con la conferenza in tour: "Notizie e terrorismo: comunicare in tempo di crisi", prima tappa Chicago. Il grande circo è stato piantato dal Dipartimento di Sicurezza e Ridge annuncia: "Lavoreremo insieme per raggiungere scopi comuni, ci saranno giorni in cui il vostro pubblico potrebbe avere bisogno di qualcosa di più che una storia".

Lo scopo comune, di governo e giornalisti (quali "memoria permanente della libertà di espressione di cui noi tutti godiamo") è quello di "dare un messaggio coerente al pubblico". E visto che la coerenza si impara, come il cane impara a riportare il bastone, i giornalisti vengono sottoposti a due ore di apprendimento pratico, attraverso un gioco di ruolo che mette in scena un attentato tipo, corredato di armi di distruzione di massa, radiazioni e così via. Per rendere il tutto più realistico, nella presentazione dello scenario si evita accuratamente di menzionare il numero delle vittime, preferendo affidarsi a termini generici e ambigui quali "mass casualties".

La vaghezza è un'attitudine che si può imparare, così come si può imparare a fare le domande "giuste" alle persone "giuste"; durante la simulazione i reporter vengono invitati a chiamare gli "esperti" e ad interrogarli sulle famose 5W, che per un conteggio orwelliano, sono però permanentemente diventate 4: chi (who), cosa (what), quando (when), dove (where), ma mai perché (why)? Come Tom Cruise trasformava gli uomini in maschi, così si vogliono mutare i giornalisti in stenografi del potere.

Quello che ci si aspetta è di innescare una funzione stimolo-risposta, all'input "situazione di crisi" i reporter pavloviani devono attivare la modalità programmata e riportare accuratamente l'informazione, così come i funzionari governativi l'hanno rilasciata. Alcuni giornalisti hanno chiesto chiarimenti procedurali, ma nessuno ha fatto vere domande. Lo scopo della stampa non è quello di investigare per trovare la verità? Ridge l'ha detto chiaramente fin dal principio, lo scopo comune è "la coerenza", "eliminare la confusione".

La verità, si sa, è sempre complicata, in tempi di massima allerta (non si scordi che anche il sistema semaforico dei colori del terrore è opera di Tom Ridge) occorre semplificare, schematizzare, non c'è spazio per le scale di grigio: o bianco, o nero… o con noi o con i terroristi.

Anna Marchi - Megachip

Links:
Comunicato stampa -
Homeland Security and the National Academies Highlight Role of the Media in Terrorism
Testimonianza -
Communicating in a crisis… di Scott Coleman Blackburn (tratto da Voices in the wilderness): http://vitw.us/archives/000834.html

da Megachip.info









postato da floreana2 | 17:50 | link | commenti (3)
politica

martedì, 28 settembre 2004

LIBERATE LE ITALIANE, ORA VIA LE TRUPPE

 Al Jazira: liberate le italiane. La televisione del Qatar Al Jazira ha annunciato che le due volontarie italiane sono state liberate. "Il sequestro delle due volontarie italiane era infatti un ostacolo - spiega Violante - per affrontare la questione della permanenza delle truppe italiane. Ora questo argomento è superato ed adesso affrontiamo la questione. Con tutto il rispetto per i militari italiani che rischiano la vita ora non si capisce il senso di questa permanenza, se addirittura Powell e Rumsfeld cominciano a parlare di ritiro. Occorre quindi porre la questione del ritiro perché la permanenza delle truppe di occupazione sta diventando uno dei fattori del disordine e della guerra in Iraq".

Simona Torretta e Simona Pari sono state liberate e consegnate all'incaricato d'affari dell'ambasciata italiana a Bagdad. Lo riferisce Al Jazeera senza fornire altri particolari. La Farnesina fa sapere che sta verificando la notizia. Una conferma arriva da Intersos che precisa che è stata liberata anche Manhaz, la donna irachena sequestrata insieme alle volontarie italiane e appartenente all'ong Intersos

da Megachip



postato da floreana2 | 19:29 | link | commenti (3)
differenza