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lunedì, 28 luglio 2008

L´Italia nell'era della pornopolitica

di Natalia Aspesi

Lo scandalo delle intercettazioni telefoniche ripropone il tema del rapporto fra i potenti e le donne. Dagli antichi favori "patrimoniali" a quelli attuali di immagine e potere

Che fine ha fatto la responsabile di suicidi e duelli tra amanti gelosi, accumulatrice di perle rare e di pariglie di 12 cavalli con carrozza, brillante protagonista di un suo salotto letterario e mondano, musa di grandi scrittori, grandi poeti, grandi pittori e scultori? Secondo gli storici dell´eros mercenario, l´epoca d´oro degli uomini disposti a sacrificare patrimoni e vita per un bacio sul pallido polpaccio di una signora promiscua per professione, e di signore capaci di stordire personaggi potenti facendoli strisciare ai loro piedi previo dono di un palazzo completo di servitù, finì nel 1920 con la morte di Catherine Walters, elegantissima cavallerizza inglese dalla vita di vespa che con il suo frustino aveva domato tra i tanti doviziosi amanti anche il principe di Galles poi diventato re Edoardo VII d´Inghilterra.
Il culmine di questo carnale potere femminile, allora il solo consentito alle donne intelligenti e libere, altrimenti oscurate da una proterva società maschile, coincise con i 18 anni del regno di Napoleone III ed ebbe come sfondo l´apparente opulenza, la dorata volgarità e la diffusa corruzione della Francia del Secondo Impero. Scriveva nel 1852 The Illustrated London News: "Quando si udì parlare per la prima volta di Luigi Napoleone se ne provò poco rispetto e la certezza che non ce l´avrebbe fatta. Cinque anni fa era un reietto e un avventuriero che non poteva neppure calcare il suolo di Francia, del cui destino invece oggi è il padrone. Il suo successo è il grande prodigio dell´attuale mondo politico, che pure è pieno di eventi singolari… Se la Francia può essere tenuta tranquilla con gli show, lo show alla fine può essere più utile del Parlamento. Un Impero teatrale in Francia sarà un divertente spettacolo per il resto d´Europa, ammesso che i francesi siano soddisfatti della rappresentazione di un Imperatore che cerca popolarità e potere solo in vittorie pirotecniche".
Se in qualche modo l´aria della Seconda (o Terza) Repubblica italiana richiama quella del Secondo Impero francese, come mai le star di allora, una decina di travolgenti cortigiane passate alla storia, paiono non avere oggi moderne eredi o epigone, sostituite da migliaia di stelline del ramo, donne meno preziose e certamente meno costose, una folla indiscriminata e paludosa di ragazze cui nessuno potrebbe collegare gli aggettivi Divina, Unica, Leggendaria, o addirittura Epica? Virginia Rounding, nel suo studio Grandes Horizontales (Bloomsbury, pp.337, euro 43.00) descrive la scala dei valori del mercato femminile francese di allora: da quello infimo al suo empireo, dalla "fille soumise" e dalla "fille de maison" passando attraverso la "grisette" e la "lorette", la "cocotte" e la "cocodette", la "femme a parties", la "biche", la "lionne" sino al massimo, la "demi-mondaine", la cortigiana, che aveva anche una sua aristocrazia, chiamata "la garde". Una tal ricchezza di sfumature e categorie facilitavano uno sfaccettato e diffuso commercio sessuale, che era considerato indispensabile e un non del tutto disonorevole pilastro della società e della famiglia: ma nessuna di quelle definizioni può servire a collocare la figura della nuova cortigiana contemporanea, che in cambio della sua giovinezza, avvenenza o disponibilità a ogni maschile ingordigia, ha imparato a richiedere favori diversi dal denaro (oltre al denaro, si intende) a uomini non necessariamente ricchi o magari ricchissimi ma oculati al punto di non superare nei loro omaggi il bilocale periferico o addirittura il gioiellino etnico. Tra il reciproco dare ed avere la transazione oggi avviene su un piano diverso, quello del potere, grande o miserabile: un tempo comunque inaccessibile alle donne e quindi non mercanteggiabile, oggi pieno di scorciatoie attraverso cui le belle ambiziose magari massimamente sapienti ma anche no, riescono ad accedere senza perdere tempo in inutili studi o dispersivi tirocini.
Il dizionario Zanichelli dei sinonimi e contrari separa nettamente la cortigiana dal cortigiano. La prima, brutalmente assimilabile a prostituta, meretrice, puttana o più gentilmente etera. Il secondo, vera vil razza dannata, ad adulatore, incensatore, leccapiedi, ruffiano, accolito. In realtà, le attuali apparenti "pari opportunità" dei generi eliminano le differenze lessicali e di significato, confondono i comportamenti: i cortigiani maschi si prostituiscono, le cortigiane femmine diventano accolite. Le loro richieste, pretese, imposizioni, il loro prezzo, non sono quelli di Cora Pearl o di La Paiva, sterminatrici fine Ottocento di duchi e principi e dei loro averi: è anche vero che non sono più duchi e principi a richiedere o subire i favori delle neocortigiane, ma una moltitudine spesso anonima di funzionari, portaborse, autorità di provincia, politici improvvisati o di carriera, burocrati e faccendieri vari, dal grado più infimo alla carica più prestigiosa. Le stesse ragazze commerciabili a disposizione sono troppe per poter diventare celebrità del ramo e ottenere quotazioni esagerate come quelle delle loro antenate. Le meno ambiziose, le "grisette" o "cocodette" della nuova pornocrazia, si accontentano di cadere in ragnatele secondarie in cambio di comparsate nelle fiction, le più astute e arriviste, le "demi-mondaine" o "grandes horizontales" della confusa attuale Repubblica, brigano per entrare nel cerchio privilegiato dei potenti immaginari o reali in cerca di relax, e allora le mete si fanno più sostanziose: condividere con il protettore più o meno casuale una fetta del suo potere, ottenere in dono un incarico importante e non volatile, politico o altro, che consenta una carriera sia pure soggetta alla riconoscenza verso il distributore di favori, ma che anche assicuri un futuro indipendente e possibilmente dovizioso.
E questa è la grande differenza con le celebri cortigiane del passato, che più denaro ottenevano per le loro prestazioni più precipitavano in vite massimamente dispendiose: tanto che molte di loro una volta invecchiate e sperperato la loro fragile ricchezza, finivano per languire nell´indigenza e nella solitudine. L´altra differenza è che il "demi-monde", mondo parallelo lussuoso e anche intellettuale dove regnavano le cortigiane, non poteva avere accesso al "monde", quello in cui peraltro i loro nobili protettori vivevano la loro vita vera, con la loro famiglia, le loro magioni e le loro relazioni importanti. Oggi il "demi-monde" ha cancellato il vecchio "monde", diventando lui stesso il nuovo "monde" sgangherato, l´immagine popolare del privilegio, del successo, della fortuna, dell´imperio, esibito platealmente, accessibile a chiunque non tema volgarità, sottomissione, superficialità, incultura. Dice lo scrittore Quirino Conti: "La vera cortigiana oggi è l´intrattenitrice televisiva, adulatrice di personaggi inconsistenti, connivente dei luoghi comuni, obbligata ad essere formosa, discinta e anonima per piacere all´audience da cui dipende il suo valore di mercato, la sua mediocre celebrità. Viviamo in un regime genitale basato sull´esaltazione del sesso. Quando di un uomo importante si dice che è potente, da noi si sottintende con compiacimento che lo è anche in senso sessuale. Non per niente da quando si sono diffuse voci sulla possibile incontinenza erotica di personaggi politici di primo piano, il favore verso questo (e altro) governo è aumentato".

libreriadelledonne.it -la repubblica

postato da floreana2 | 21:17 | link | commenti
politica, differenza, attualitĂ 

venerdì, 25 luglio 2008

LA STORIA DI ESTHER E ANA SCOPERCHIA IN GUATEMALA IL TRAFFICO DI ADOZIONI ILLEGALI

di Gennaro Carotenuto

La piccola Esther, figlia di Ana Escobar, ad appena sei mesi di età era stata sequestrata da banditi armati che l’avevano strappata dalle braccia della madre a Città del Guatemala per alimentare il traffico multimilionario delle adozioni illegali verso gli Stati Uniti. Sono stati necessari un anno e mezzo di battaglia e due esami del DNA per ottenere giustizia.
In Guatemala le adozioni per anni sono state informali e facilissime. Quasi un supermercato di bebè che alimentava un traffico intenso quasi tutto diretto verso gli Stati Uniti, 5.000 bambini solo nello scorso anno, al secondo posto al mondo dopo la Cina. Ana Escobar era ed è una giovane casalinga della capitale. Nel negozio di scarpe della famiglia entrò, era l’inizio del 2007, una banda di sequestratori armati, la picchiarono e le strapparono Esther dalle braccia per sparire nel nulla.
Ma Ana non si è arresa. Ha continuato per mesi a cercare la figlia disperatamente. Quando l’ha trovata, un anno fa, sua figlia era in compagnia di due donne statunitensi nella sede del Consiglio Nazionale delle Adozioni. La bambina era sul punto di essere portata fuori dal paese. Per un breve momento pensò che il suo calvario fosse finito ma non era così. Le fu presentata una prova del DNA falsificata che apparentemente accertava che Esther non fosse sua figlia. C’è voluto un altro anno estenuante di ricerca della giustizia, senza alcuna collaborazione da parte delle autorità fino ad ottenere un secondo esame del DNA che ha finalmente certificato quello che Ana sapeva da sempre: che quella bambina dichiarata adottabile era la sua Esther.
Il caso ha scoperchiato le complicità anche ad altissimo livello del traffico di adozioni in Guatemala. Sebbene dal dicembre 2007 sia entrata in vigore una legge più restrittiva in materia, a partire da maggio 2008 è stato necessario congelare tutte le adozioni internazionali.
Per la prima volta con Esther è stata dimostrata la relazione diretta tra il sequestro di bambini e il sistema di adozioni in Guatemala. Per un bambino legale, o meglio legalizzato attraverso il Consiglio Nazionale delle Adozioni, negli Stati Uniti sono disposti a pagare fino a 40-50.000 dollari. Una somma che per metà finisce ai mediatori statunitensi, la tariffa è di circa 25.000 dollari, e per l’altra metà serve a corrompere funzionari locali o pagare addirittura i sequestratori o giovani madri povere che cedono i loro bambini appena nati. Girano dunque cifre importanti in grado di alimentare l’industria dei sequestri e l’intera industria delle adozioni muoverebbe 200 milioni di dollari l’anno. Per un paese povero come il Guatemala sarà difficile estirparla.

fonte www.gennarocarotenuto.it


postato da floreana2 | 20:12 | link | commenti (3)
attualitĂ , in-formazione

lunedì, 21 luglio 2008

Renoize Calcio: Contro la violenza di genere solidarietà alle donne

Mondiali antirazzisti: una donna stuprata e una salva per miracolo

 

Renoize Calcio, dopo aver manifestato tutta la sua solidarietà alle donne che sono state oggetto delle violenze durante i Mondiali antirazzisti organizzati da UISP e Progetto ultrà, ha chiesto la sospensione del torneo e una seria riflessione sull’accaduto attraverso un momento assembleare dell’interno campeggio.

La nostra squadra anche quest’anno ha deciso di partecipare ai Mondiali Antirazzisti organizzati dalla Uisp e da Progetto Ultra’.
Pur non condividendo molte delle iniziative politiche che hanno portato avanti ultimamente queste due organizzazioni, come Renoize Calcio abbiamo sempre riconosciuto a entrambe il merito di aver costruito negli anni un appuntamento, i Mondiali Antirazzisti, ricco di stimoli e di uno scambio tra realtà sportive, associazioni e mondo ultras estremamente positivo.

Abbiamo sostenuto però che, nonostante l’organizzazione dimostrasse sempre la disponibilità, l’apertura e la volontà di offrire spazi di partecipazione, proprio il terreno dello scambio, della discussione andasse costruito in un altro modo e che andassero immaginati momenti di confronto tra i partecipanti differenti da quelli che esistono.

Ci ha sempre lasciati perplessi il livello secondo noi insufficiente di consapevolezza dei partecipanti e degli organizzatori rispetto ad alcuni temi (sessismo, antifascismo, diritto allo sport per tutti/e) e l’assenza nel corso della manifestazione di luoghi all’interno dei quali sviluppare queste tematiche, ridotte spesso a piccoli laboratori o a classici dibattiti frequentati solo dalle persone «interessate» al singolo argomento e non vero e proprio momento di incontro e dibattito di tutti/e.

I fatti gravissimi di questa edizione sono per noi una conferma delle nostre perplessità. _ Nella notte tra il giovedì e il venerdì una donna è stata stuprata nel parcheggio adiacente al campeggio e un’altra ha rischiato di subire la stessa violenza all’interno del campeggio nella notte tra il venerdì e il sabato.

E inoltre abbiamo appreso che nell’arco del campeggio hanno convissuto con i fumogeni degli ultras, le allegre comitive impegnate nelle partite, i manifesti della piazza antirazzista, comportamenti e atteggiamenti che non dovrebbero trovare ospitalità in una iniziativa come questa, e tante compagne, o semplicemente, tante ragazze, donne presenti come sportive o come campeggiatrici, hanno subito un livello di aggressività machista che non può essere liquidato come il gesto isolato di un singolo né tanto meno come l’eventuale incursione all’interno del campeggio di alcuni malintenzionati provenienti da fuori.

Per questo Renoize Calcio, dopo aver manifestato tutta la sua solidarietà alle donne che sono state oggetto delle violenze, ha, in modo netto e deciso, dimostrato la volontà che il torneo venisse sospeso e che una seria riflessione su queste vicende si aprisse da subito attraverso un momento assembleare al quale partecipasse l’interno campeggio.

Questo non solo perché l’assemblea offrisse all’organizzazione e ai partecipanti maggiori elementi su quanto era accaduto, ma perché tutti i collettivi, le associazioni, i gruppi che hanno fatto parte di questa esperienza prendessero atto della gravità del momento e dell’esigenza di una profonda autocritica sulle modalità e le pratiche di partecipazione a questa manifestazione.

Consapevoli del fatto che la violenza degli uomini sulle donne deve essere messa al centro dell’agenda politica di ogni collettivo che voglia raccogliere la difficile sfida che ci presenta questa fase storica, siamo stati contenti di osservare che in modo pressoché univoco l’assemblea del campeggio si è espressa per la sospensione del mondiale e perché sulla questione della violenza di genere si articoli il lavoro di costruzione della prossima edizione.

Questa decisione pensiamo sia l’unica reale e concreta dimostrazione del fatto che non siamo disposti a tollerare nessun gesto di violenza all’interno di questa festa, e che quando invece ciò avviene lo spettacolo deve essere interrotto.

La strada da percorrere per costruire una socialità diversa è ancora lunga.
Noi siamo fermamente intenzionati a volerla percorrere. Auspichiamo che altrettanto vogliano fare la Uisp e Progetto Ultra’.
In tal caso saremo ben contenti di averli al nostro fianco.
Diversamente, prenderemmo semplicemente atto dell’incolmabile distanza che ci separerebbe.

Alle donne aggredite tutta la nostra solidarietà.

da womenews.net

postato da floreana2 | 21:53 | link | commenti (7)
differenza, campagna, in-formazione