[Il Vento e L'Anima]
Sono nata donna non lo sono diventata
 


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venerdì, 30 ottobre 2009

La vita femminile che non conta

'Save the Boobs!' breast cancer PSA

(clicca)

In Canada esce uno spot vergognosissimo sul tema del cancro al seno.

Tratta il tema non come importantissimo per la salute e la vita della donna ma subordinandolo alla funzione estetica. come se facessero uno spot contro il cancro alla prostata che chiede ai maschi di preservare un pene superdotato.

Se il seno si ammala, secondo lo spot, si corre il rischio che gli uomini non potranno godere del ‘ben di dio’ e le donne dovranno preservarlo non per vivere ma per preservare lo standard estetico e per compiacere i maschi. Inoltre mostra toni molto sessisti poichè veicolano un immagine femminile di poco valore, dove la propria vita vale meno di zero e che è importante solo perchè l’uomo deve usufrire del corpo femminile dopo l’usufrutto può anche morire.

Ora ho capito perchè le donne vengono uccise con molta facilità e perchè la maggior parte degli stupri si concludono con la soppressione della vittima o sul menefreghismo circa le ripercussioni che questo puo avere nella salute femminile. Il messaggio veicola cultura dello stupro, punto! Dove la donna è solo strumento d’uso altrui e un corpo privo di ogni valore.
Della serie: Curati perchè le tette piacciono ai maschi non perchè muori. Tu donna esisti solo per il loro piacere.

Inoltre nello spot la donna ha un bel corpo da pin-up ciò vuol dire che se una ha un seno brutto allora se muore poco male.
Il sessismo in Italia fa tanto notizia inatti la distanza di oceano si è annullata e lo spot è diventato popolare e di facile accesso ai minorenni sui giornali online che lo rendono accessibile anche ai minori.

da comunicazionedigenere.wordpress.com

postato da floreana2 | 21:24 | link | commenti (2)

venerdì, 16 ottobre 2009

17 ottobre a Parigi: una data inopportuna per una manifestazione unitaria per i diritti delle donne

 

 

Pubblichiamo, nella traduzione di Leonora [Sommosse], questa nota critica (diffusa anche tramite la mailign list NextGENDERation) alla scelta della data del 17 ottobre per la manifestazione unitaria "Osez le féminisme" a Parigi.

Il prossimo 17 ottobre la CNDF (confederazione nazionale per I diritti delle donne) e le Donne solidali, con il sostegno di più di una cinquantina di associazioni e di partiti politici, hanno scelto di organizzare una manifestazione nazionale per i diritti delle donne. Noi, che siamo delle donne e delle lesbiche che hanno attraversato e militato negli spazi femministi, riteniamo che la scelta della data sia fortemente inappropriata. Perfino insultante. Noi pensiamo che sia politicamente necessario prendere posizione e ricordare che la Repubblica Francese è stata costruita sul proprio impero coloniale e che questo fatto non è scindibile dall’anno 1961.

Noi ricordiamo il 17 ottobre del 1961. Quel giorno, all’appello del FLN (Fronte di liberazione nazionale), seguìto al divieto verso tutti i cittadini algerini presenti nella capitale di circolare la notte, alcune ragazze, alcune donne sono scese in strada con i loro compagni di lotta: i loro padri, i loro fratelli le loro sorelle, le loro madri e i loro mariti. Quel giorno, per la prima volta, ragazze e donne algerine hanno manifestato una resistenza anticoloniale “metropolitana”.Quel giorno, nelle strade di Parigi, più di mille algerin* sono stat* uccis* dalla polizia francese, su ordine del prefetto Maurice Papon. Dal 1991 il 17 ottobre viene commemorato. Ma non basta. Perché quel giorno testimonia allo stesso modo la difficoltà di far conoscere e riconoscere i fatti, a far ammettere pubblicamente dalle autorità la realtà del massacro perpetrato dallo Stato. Simbolo dell’invisibilità, del lutto anticoloniale, di una storia scritta solo in parte. Questa data ricorda anche che la repressione coloniale perdura ancora oggi, sotto altre forme ma con una brutalità altrettanto intollerabile.

Scegliendo questa data, le organizzazioni che fanno appello alla manifestazione per i diritti delle donne negano la solidarietà a tutte quelle donne che provengono dall’immigrazione coloniale e post coloniale. Forzano queste donne a scegliere tra due lutti, ma questi due lutti non sono che uno solo: la stessa medesima oppressione. Scindere i lutti femministi da quelli anticoloniali costringe a questa scelta non solo le donne provenienti dall’immigrazione coloniale, ma tutte le donne.

E’ necessario precisare che nessuna menzione alla repressione del 1961 appare nell’insieme delle pubblicazioni inerenti alla manifestazione per i diritti delle donne? Nulla, né sui volantini, né sul web. Non una parola in risposta alle domande di alcune di noi su una scelta così curiosa. Differire la manifestazione a un’ora diversa rispetto alla commemorazione annuale non è sufficiente a legittimarla, perché la data ha comunque un valore simbolico. La copertura mediatica che sarà dedicata all’iniziativa della CNDF, per quanto possa essere limitata, impedirà di fatto di ragionare sulla memoria del 17 ottobre del ’61. E in qualche modo le organizzatrici della manifestazione colonizzeranno questa data storica. La violenza di questo trattamento ci è insopportabile. Costruire una manifestazione per i diritti delle donne tenendo in considerazione gli avvenimenti del 17 ottobre ’61 avrebbe dato un altro tenore all’”unità” politica. Ma questo non è apparso alle organizzatrici come una necessità politica. Invece per noi questa necessità è tale che ci meravigliamo di come l’insieme di tante associazioni non l’abbia sentita.

La memoria collettiva agisce sul presente politico, certi avvenimenti, le lotte del passato, non possono essere oscurati o coperti. L’unità dei lutti femministi non ci può essere senza la presa di coscienza degli aspetti multidimensionali della dominazione. Noi non vogliamo un femminismo dell’oblio e delle parentesi, ma un femminismo che combatte l’insieme delle oppressioni. Scegliere il 17 ottobre senza un rimando agli avvenimenti del 1961 significa partecipare a un rifiuto generalizzato della storia della resistenza anticoloniale e crea un corto circuito nel tentativo della restituzione della memoria attuato dalle generazioni venute dall’immigrazione coloniale e postcoloniale.

Scegliere questa data è occultare le resistenze passate e attuali con la violenza sorda che caratterizza i potenti. Ed è anche una forma di razzismo. Voi che prenderete posizione in favore di questa lettera, noi che l’abbiamo scritta, non parteciperemo passivamente, col pretesto dell’unità e del confronto, a questa manifestazione del CNDF - Donne Solidali, perché questa giornata è stata rubata ad altri… Speriamo che saremo numerose nel trovare attraverso azioni creative e prese di parola, la capacità di articolare l’espressione del nostro disaccordo rispetto a questa grande amnesia selettiva. Marceremo in altri giorni, in altre notti contro la violenza fatta alle donne, che sia violenza coloniale, razzista, lesbofobica, sessista, di piazza, di classe.

 da womenews.net

postato da floreana2 | 20:39 | link | commenti

mercoledì, 14 ottobre 2009

Da alcuni uomini...

Jeanne Hebuterne

Noi dichiariamo un netto rifiuto della cultura che considera le donne italiane “a disposizione” degli uomini, cultura rappresentata ed espressa in questi anni soprattutto da Silvio Berlusconi attraverso le sue televisioni, la sua politica e la sua vita, ma anche dal leghismo di Bossi e da molti uomini italiani troppo silenziosi.

Noi ci vergogniamo di essere rappresentati all’estero da Silvio Berlusconi come uomo Presidente del Consiglio.

Ci impegniamo a promuovere la dignità degli uomini italiani, consapevoli e convinti che oggi più che mai in Italia sia necessaria una forte e diffusa reazione individuale e collettiva a questa cultura nemica delle donne, dell’omosessualità e degli stessi uomini.

Riteniamo sempre più importante un cambiamento degli uomini di ogni età, basato sul rispetto di ogni genere, sulla coscienza della parzialità, sul valore delle differenze, sul piacere delle relazioni paritarie e sulla non violenza. Per un’Italia diversa e migliore.


Per aderire scrivere a adhocve@tin.it



Alcuni uomini italiani :

Nome Cognome Città

1- Gianguido Palumbo Roma
2- Massimo Riva Providence USA
3- Pap Khouma Milano
4- Edmond Budina Bassano
5- Bruce Boreham Venezia
6- Marco Sacco Venezia
7- Antonino Varvarà Venezia
8- Andrea Stocchiero Roma
9- Karl Giacinti Roma
10- Danilo De Candido Roma
11- Mandiaye Ndiaye Ravenna
12- Italo Arfelli Ravenna
13- Leopoldo Sarli Parma
14- Alfredo Chetta Parma
15- Domenico Matarrozzo Torino
16- Beppe Pavan Pinerolo
17- Claudio Magnabosco Aosta
18- Nino DeGiosa Bari
19- Maurizio Battistoni Pomezia
20- Antonio Canova Viareggio
21- Umberto Gulli Palermo
22- Giovanni Filippone Palermo
23- Giorgio Palumbo Palermo
24- Gabriele Palumbo Londra
25- Antonio Leone Roma
26- Corrado Mollica Roma
27- Antonio Citarella Firenze
28- Pietro Greco Cagliari
29- Gianni Piffari Bologna
30- Alfredo Potena Ferrara
31- Mario Polverino Cava de’ Tirreni-Salerno
32- Pierluigi Paggiaro Pisa
33- Marco Nosenzo Genova
34- Marco Bonavia Arenzano-Genova
35- Luigi Cioccarelli Romano di Lombardia-Bergamo
36- Roberto Antonioli Lesmo-Milano
37- Antonio Schiavulli Trieste
38- Stefano Marinoni Trieste – Aurisina
39- Alejandro Brecelj Trieste
40- Nathan Levi Trieste
41- Claudio Cossu Trieste
42- Valerio Fiandra Trieste
43- Nicola Cicchitti Trieste
44- Franco Berti Trieste
45- Lorenzo Amat Trieste
46- Serigne Balla Benussi Thioune Trieste
47- Gianfranco Ghiberti Trieste
48- Giuliano Blasetti Trieste
49- Carlo Mezgec Trieste
50- Luca Bortolussi Trieste

da zeroviolenzadonne.it

postato da floreana2 | 14:44 | link | commenti