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lunedì, 03 agosto 2009
Noi e il nostro corpo… una breve riflessione dopo l’introduzione della RU486 in Italia
di Compagne del Centro sociale Askatasuna Torino - Collettivo femministe Rossefuoco

Adamo ed Eva - Particolare( William Blake)
Vogliamo anche che sia tutto un po’ meno doloroso e non perché abortire risulti più facile, ma perché, che sia per diventare madri o per non diventarlo, Non accettiamo più che il dolore attraversi il nostro corpo di donna per pagare tutte un peccato che ci rifiutiamo di riconoscere come tale: Eva rappresenta il coraggio, la curiosità, l’accesso alla conoscenza e al futuro, la libertà di scegliere, conoscere, ribellarsi… e che ci scomunichino pure tutte!
Il corpo femminile ha una propria storia, una storia che è storia soprattutto di una differenza, quella che ogni fatto e ogni avvenimento che quel corpo attraversano mette sempre, fatalmente, in primo piano. I nostri corpi sono corpi “femminili”, la cui subordinazione sociale, culturale, economica e fisica è passata storicamente, almeno fino ai primi del ‘900, come giustificazione e spiegazione di una debolezza de facto che pareva appartenere all’ordine naturale delle cose.
Gravidanza, parto, menopausa e aborto sono gli eventi della vita delle donne che più profondamente ne hanno simbolicamente segnato, e volutamente motivato, una condizione secolare e terribile di inferiorità, fino a quando le donne stesse non hanno totalmente sovvertito quest’ordine simbolico e fisico di riferimento sia partendo dalla consapevolezza di una autonomia personale quale quella da sempre riconosciuta al maschile sia “approfittando” delle enormi trasformazioni che l’intera società occidentale ha conosciuto negli ultimi decenni, almeno a cominciare dal secondo dopoguerra, in tema di ampliamento delle conoscenze, di accesso alle tecnologie, di miglioramento della qualità della vita e di progressi in ambito medico e sanitario.
Non è affatto casuale che nei primi collettivi femministi degli anni ’60 fosse praticata, come momento politico vero e proprio, la cosiddetta auto visita e che la conoscenza del proprio corpo, della propria sessualità e femminilità, costituissero passaggi fondamentali verso una presa di coscienza reale di sé, delle proprie potenzialità e della propria forza.
Il discorso sulla salute si poneva come nodo centrale di ogni riflessione successiva, nella convinzione che “partire da sé” avesse proprio il significato, e il valore, del dover partire da un corpo di donna.
Poter dire di no ad un rapporto sessuale imposto dal “dovere coniugale”, poter pianificare la maternità, potersi occupare dei figli perché desiderati, voluti e amati o, anche, poter decidere di non diventare madre, interrompendo una gravidanza o vivendo liberamente la sessualità svincolandola finalmente dalla procreazione…tutto ciò ha rappresentato per le donne una vera rivoluzione, soprattutto perché le donne hanno voluto che ad essa si unisse una cosciente messa in discussione radicale non solo dei propri ruoli sociali, culturali ed economici, ma anche del proprio rapporto con la salute, con la medicina e naturalmente con i medici.
Una “relazione” mai facile quella tra la donna, il suo corpo e il medico, soprattutto una relazione che non può essere neutra: il movimento delle donne ha costruito anche, e specialmente, un nuovo rapporto medico/paziente basato sulla cultura, sulla conoscenza, sul grado di sensibilità di entrambi e sulla imprescindibile domanda di informazione della paziente.
“ Le donne vogliono che la loro salute sia libera da mistificazioni! ”… … così si esprimevano nella loro introduzione le curatrici dell’Enciclopedia delle Donne, del 1993, e continuavano: “non vogliamo più assistere ad un atteggiamento di docile sottomissione alle indicazioni degli esperti, medici inclusi. Le donne vogliono riappropriarsi del loro corpo e vogliono decidere in prima persona su tutto ciò che riguarda la loro salute. I medici sono consiglieri responsabili, a volte abili detective e specialisti. Ma è la donna che decide”…
Il rapporto delle donne (e degli uomini, naturalmente) con la salute e la medicina è stato, è e sarà sempre influenzato dai progressi della ricerca medica, dell’alta tecnologia e soprattutto dagli interessi economici e scientifici delle grandi case farmaceutiche: la disponibilità di un farmaco abortivo, comunemente noto come RU486, in alternativa all’aborto chirurgico dovrebbe forse essere letta, politicamente, non come una conquista da celebrare tout court ma come una ulteriore possibilità di scegliere e decidere in piena autonomia e consapevolmente, possibilità che da oggi, 31 luglio 2009, è attuabile anche in Italia.
Molte donne in Europa, utilizzano la pillola RU486, si tratta di circa il 30% del totale delle interruzioni di gravidanza e, quando interrogate in occasione di studi di settore, in particolare relativi alla Francia e alla Gran Bretagna, tra i principali motivi della loro scelta non hanno certo indicato la facilità che il Vaticano tanto sottolinea e paventa, e su questo terreno becero rifiutiamo qualsiasi confronto, quanto piuttosto la minor invasività fisica e psicologica, e gli elementi indicati in negativo erano proprio quelli che, giocoforza, caratterizzano l’intervento chirurgico.
La RU486 permette, come sappiamo, di poter decidere di interrompere una gravidanza anche senza anestesia totale, senza un’operazione chirurgica, senza un’eccessiva ospedalizzazione e, naturalmente lo pretendiamo, in totale sicurezza e affidabilità nonché in strutture pubbliche e secondo trasparenza e rigore.
Vogliamo donne informate e consapevoli anche con la RU486, e non ostaggio, come sempre più spesso abbiamo denunciato per quanto riguarda l’applicazione della legge 194, di medici frettolosi, di burocrazia infinita e punitiva, di tempi dilatati ad arte, di chiarimenti e spiegazioni dati col contagocce e di comportamenti e modi sfacciatamente di condanna fin dentro la sala operatoria.
E sì… vogliamo anche che sia tutto un po’ meno doloroso e non perché abortire risulti più facile, ma perché, che sia per diventare madri o per non diventarlo, non accettiamo più che il dolore attraversi il nostro corpo di donna per pagare tutte un peccato che ci rifiutiamo di riconoscere come tale: Eva rappresenta il coraggio, la curiosità, l’accesso alla conoscenza e al futuro, la libertà di scegliere, conoscere, ribellarsi… e che ci scomunichino pure tutte!
da womenews.net
postato da floreana2 | 15:00 | link | commenti (4)
politica, riflessioni, differenza, la memoria storica, attualitĂ , cultura eventi poesia, corpi violati
mercoledì, 15 luglio 2009
Brasile: Approvata legge che integra gli immigrati
Discorso del Presidente della Repubblica, Luis Inácio Lula da Silva, durante la cerimonia di ufficializzazione della legge di regolarizzazione di stranieri in situazione irregolare in Brasile.
Ministero della Giustizia – Brasília –DF

Comincio col ringraziare in nome del popolo brasiliano tutti gli immigrati che aiutarono e continuano ad aiutare il nostro paese. Questa terra è generosa e sempre ha ricevuto a braccia aperte tutti coloro che vengono per lavorare, crescere i loro figli e costruire una vita nuova.
È per questo che le misure che oggi adottiamo daranno agli immigrati gli stessi diritti e gli stessi doveri previsti nella Costituzione Federale per i nostri compatrioti ad eccezione di quelli esclusivi per i brasiliani nativi. Tra questi diritti è bene risaltare la libertà di circolazione nel territorio nazionale e il pieno accesso al lavoro rimunerato, all’istruzione, ai servizi sanitari e alla Giustizia.
Queste nuove leggi mostrano che il Brasile si pone, ogni volta di più, all’altezza della realtà migratoria contemporanea, delle condizioni globali dello sviluppo economico e sociale e del rispetto fondamentale dei diritti umani. Esse sono, inoltre, il risultato di un ampio dibattito nazionale con la partecipazione dei diversi settori della società e degli stessi immigrati, che hanno avuto così l’opportunità di chiarire i problemi che affrontano e di proporre soluzioni.
È necessario rilevare che questa regolarizzazione viene in un momento molto speciale in cui si approfondisce e si amplia il processo di integrazione dell’America del sud.
Durante molti decenni il Brasile ha sempre accolto europei, asiatici, arabi, ebrei, africani e, recentemente, abbiamo ricevuto forti correnti migratorie dei nostri fratelli dell’America del sud e dall’America Latina.
Siamo, in verità, una nazione formata da immigrati. Una nazione che dimostra nella pratica come le differenze culturali possono contribuire alla costruzione di una società che cerca sempre l’armonia e combatte con rigore la discriminazione e i pregiudizi. Non solo siamo un popolo “misturato”, ma ci piace essere un popolo “misturato”! Da qui viene gran parte della nostra identità, della nostra forza, della nostra allegria, della nostra creatività, del nostro talento. Non possiamo dimenticare che la stessa Costituzione brasiliana quando parla dei diritti e delle garanzie fondamentali, stabilisce che tutti sono uguali davanti alla legge, siano essi brasiliani o stranieri residenti. Lo Stato brasiliano, per mezzo di accordi firmati in vari incontri internazionali, riconosce che gli immigrati sono titolari di diritti e doveri che devono essere rispettati.
Sosteniamo che la immigrazione irregolare è una questione umanitaria e non può essere interpretata come un problema di criminalità. Adottiamo per questa situazione un approccio inclusivo, equilibrato, tenendo presenti i principi dell’universalità, dell’interdipendenza e dell’indivisibilità dei diritti umani.
Per migliaia di brasiliani vivere in paesi come gli Stati Uniti, il Giappone, l’Italia, la Spagna, Il Portogallo, per esempio, significa un sogno di progresso. Ma per molti dei nostri vicini, il Brasile è visto come una possibilità reale di migliorare la loro vita. Qui, questi stranieri hanno diritto ai servizi pubblici della sanità e i loro figli all’educazione gratuita, il che purtroppo non succede in molti paesi che ricevono immigrati brasiliani.
Consideriamo ingiuste le politiche migratorie adottate recentemente in alcuni paesi ricchi che hanno, come uno dei punti principali, il rimpatrio degli immigrati. Per noi la repressione, la discriminazione e l’intolleranza non vanno alla radice del problema. Ho già detto altre volte e lo ripeto: nessuno lascia la sua terra perché lo vuole, ma perché è obbligato o perché pensa che può costruirsi altrove una vita degna e migliore per sé e per i suoi figli. E parlo per esperienza. Fu proprio questo che accadde alla mia famiglia quando lasciammo il sertão del nord-est, nello stato di Pernambuco, per la città di São Paulo. Andammo in cerca di opportunità, lavoro, cultura, migliori condizioni di vita. Proprio per questo penso che i paesi ricchi dovrebbero considerare la questione dell’immigrazione in modo più solidale. Dovrebbero stabilire collaborazioni che promuovano lo sviluppo delle regioni e dei paesi dove si origina il flusso migratorio, creando opportunità, lavoro, migliori condizioni di vita.
La società brasiliana, contrapponendosi a varie manifestazioni di intolleranza che accadono a livello Internazionale, vuole vivamente festeggiare la sua ospitalità. Come si è visto l’anno scorso, ad esempio, in occasione delle commemorazioni del centenario dall’immigrazione giapponese. Ho sempre creduto nella solidarietà come un valore fondamentale per lo sviluppo sociale. Il Brasile con responsabilità ed equilibrio è stato e continuerà ad essere un paese aperto e solidale agli immigrati di tutte le parti del mondo.
Compagni e compagne, potete vedere che sono venuto vestito con un abito da immigrato di oggi. Sono venuto con addosso un po’ di Bolívia e un po’ di Paraguay. Non potevo venire con un po’ di peruviano, di cinese, di giapponese, di colombiano, perché non sarebbe appropriato a questa cerimonia. Diventerebbe un ballo in maschera con tanti colori e tanti vestiti insieme.
Voglio concludere col dire che questo è un ulteriore esempio che il Brasile vuole dare al mondo. Quando il primo ministro Gordon Brown venne al Palácio da Alvorada [la residenza ufficiale del presidente, n.d.t.] per una riunione bilaterale, sulla stampa cominciavano ad essere divulgate voci ed insinuazioni che le persecuzioni agli immigrati stavano per cominciare, soprattutto contro i poveri che transitano per il mondo alla ricerca di una opportunità, a volte per problemi politici nel loro paese, oppure perché le persone, gli esseri umani sono nomadi e vanno alla ricerca di un posto in cui si sentano bene.
In quell’occasione dissi che gli uomini dagli occhi azzurri non dovevano addossare la colpa della crisi sui neri, sugli indios e sui poveri del mondo. Perché alla fin fine la crisi, se danneggia tutto il mondo, certamente sarà più grave con i più poveri. Basta vedere quello che succede molte volte ai brasiliani nei paesi europei.
Penso che in questo momento in cui l’America del sud discute il suo problema di integrazione, in modo ancora molto incipiente, sappiamo di avere un debito storico con il popolo africano che mai potrà essere pagato in moneta, ma invece attraverso gesti come questo, attraverso la solidarietà e il riconoscimento; penso che questa sia l’opportunità per poter smuovere le coscienze ed i cuori dei dirigenti del mondo intero.
Io, mercoledì prossimo, sarò in Italia al G-8. Voglio che il ministro Tarso Genro prepari un pro-memoria, è sufficiente solo qualche riga, un riassunto di ciò che stiamo facendo qui, in modo che possa dire a tutti i presidenti dei paesi più importanti del mondo, quanto il Brasile, che prende posizione, sia deluso dalla politica praticata dai paesi ricchi. So quanti brasiliani vivono in Paraguay, più di 400 mila. So quanti brasiliani vivono in Bolivia; decine di migliaia di brasiliani sono sparsi per il mondo. Ed è giusto che sia così, è giusto che si crei un mondo senza frontiere, o con frontiere più malleabili, che permettano non solo a macchine, prodotti agricoli e merci di attraversare le frontiere, ma che la persona umana sia vista dal suo lato migliore e non si pensi all’uomo come fonte di cattiveria solo perché ha attraversato una frontiera.
Continueremo ad essere duri nella lotta al narco traffico. Continueremo ad essere duri contro il contrabbando. Continueremo ad essere duri contri i crimini internazionali.
Ma è anche vero che dobbiamo essere generosi con gli esseri umani di qualunque parte del mondo che qui vogliano venire a stabilirsi e preparare il loro futuro. È questo il progetto di legge che il Brasile si appresta a discutere in parlamento.
Ho detto poc’anzi: il Brasile è ciò che è a causa della mistura che formiamo fin dal 1500, con portoghesi, tedeschi, italiani, arabi, giapponesi, spagnoli, cinesi, latinoamericani. Tutti quelli che arrivarono furono trattati con dignità.
Ho detto a tutti i governanti: non vogliamo nessun privilegio per nessun brasiliano, in nessuna parte del mondo. Vogliamo solo che voi trattiate i brasiliani all’estero come noi trattiamo gli stranieri in Brasile: come fratelli, come amici e come brasiliani. Spero che il parlamento con generosità voti rapidamente questo progetto di legge. Un abbraccio e buona fortuna.
da cssr-pas.org
postato da floreana2 | 06:53 | link | commenti
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giovedì, 09 luglio 2009
Il parolaio sessista
Vademecum per aspiranti gentiluomini
di Barbara Spinelli – Eva Cappellari

"Permane la preoccupazione del Comitato sulla persistenza e pervasività dell’atteggiamento patriarcale e sul profondo radicamento di stereotipi inerenti i ruoli e le responsabilità delle donne e degli uomini nella famiglia e nella società. Questi stereotipi minano alla base la condizione sociale delle donne, costituiscono un impedimento significativo alla attuazione della Convenzione, e sono all’origine della posizione di svantaggio occupata dalle donne in vari settori, compreso il mercato del lavoro e la vita politica e Pubblica. Il Comitato è profondamente preoccupato anche dalla rappresentazione che viene data delle donne da parte dei mass media e della pubblicità, per il fatto che viene ritratta come oggetto sessuale e in ruoli stereotipati".
(Raccomandazione n.25 al Governo italiano da parte del Comitato per l’applicazione della Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, -CEDAW- 15.02.2005)
Ma che puttane e puttanieri!! Semmai, cose e utilizzatori finali !!
In questa disarmante fiera della dissimulazione, dove il senso delle parole si perde tra i colori della cronaca e le pagine dei testi normativi, si confonde in dichiarazioni e ritrattazioni, fino a scomparire nel magma dell’eccitazione mediatica, effimera quanto una erezione presto soddisfatta, ecco finalmente una proposta durevole, un tascabile da collezione.
Se anche tu sei un uomo perbene, di quelli che adorano le donne, e le venerano come dee, di quelli che si farebbero in quattro per salvare quelle poverine sfruttate per strada (perché ovviamente puttana=vittima di tratta, vedi Berlusconario, nel capitolo introduttivo al ddl Carfagna)….
….da oggi anche tu, che la scelga su un book o su internet o per telefono, caro utilizzatore finale, ancora per poco non penalmente sanzionabile (prossimo allegato: la cartina topa-grafica dei comuni che non hanno ancora adottato le famigerate ordinanze antiprostituzione su strada), puoi trovare la cosa giusta per te.
Già, perché tu non sei un vile plebeo che va a puttane, a farsi fare la multa per strada, non ne hai certo bisogno, non cerchi solo una prestazione sessuale spiccia.
E’ indecoroso cercare una prestazione sessuale a pagamento, così come è indecorosa la donna che la offre.
Perché pagare una puttana? La donna, si sa, è mignotta per natura!
Dai, allora, unisci al club anche tu ;-)
E’ facile sai, basta avere bon ton, ritmo ed eleganza…
Se anche tu sei uno di quelli alla ricerca di sano compiacimento per il tuo ego, ti basta saper cogliere negli occhi di una donna quel lampo di disponibilità, quella lucina che si riflette in un’autoreggente, in un sorriso, in una scollatura, e che ti dice: guardami, fammi tua….Hai presente, no? ;-) NOO? Diamine, ma allora sei proprio gay !! A te ti ci vuole proprio Lui allora, che ti procuri qualche velina, magari minorenne….
Non puoi avere una velina, una meteorina, una ballerina?
Non preoccuparti, donne così ce ne sono dappertutto. Basta saperla cercare, ovviamente.
Per fortuna che nel tempo, c’è chi ha saputo, tuo predecessore, fornirti delle tracce, per aiutarti nella ricerca….
Eccoti quindi, gratis, questo indispensabile breviario, per te che non ti senti puttaniere, ma latin lover….
Con questo breviario, hai a tua disposizione mille opzioni per scriminare la tua condotta ed evitare l’addebito della separazione…o il linciaggio pubblico da parte dei soliti benpensanti………ecco a te, utilizzatore finale, una guida per cavarti da ogni imbarazzo.
Perché, in fondo in fondo, le donne son tutte mignotte…
E buon acquisto !!
Cortigiano: gentiluomo di corte
Cortigiana: mignotta
Massaggiatore: chi per professione pratica massaggi, kinesiterapista
Massaggiatrice: mignotta
Il cubista: artista seguace del cubismo
La cubista: mignotta
Uomo disponibile: tipo gentile e premuroso
Donna disponibile: mignotta
Segretario particolare: portaborse
Segretaria particolare: mignotta
Parlamentare (il): membro del Parlamento eletto dalla volontà popolare
Parlamentare (la): mignotta
Uomo di strada: uomo duro
Donna di strada: mignotta
Passeggiatore: chi passeggia, chi ama camminare
Passeggiatrice: mignotta Mondano: chi fa vita di società
Mondana: mignotta
Uomo facile: con cui è facile vivere
Donna facile: mignotta
Zoccolo: calzatura in cui la suola è costituita da un unico pezzo di legno
Zoccola: mignotta
Peripatetico: seguace delle dottrine di Aristotele
Peripatetica: mignotta
Omaccio: uomo dal fisico robusto e dall'aspetto minaccioso
Donnaccia: mignotta
Un professionista: uno che conosce bene il suo lavoro
Una professionista: mignotta
Uomo pubblico: personaggio famoso, in vista
Donna pubblica: mignotta
Intrattenitore: uomo socievole, che tiene la scena, affabulatore
Intrattenitrice: mignotta
Adescatore: uno che coglie al volo persone e situazioni
Adescatrice: mignotta
Uomo senza morale: tipo dissoluto, asociale, spregiudicato
Donna senza morale: mignotta
Uomo molto sportivo: che pratica numerosi sport
Donna molto sportiva: mignotta
Uomo d'alto bordo: tipo che possiede uno scafo d'altura
Donna d'alto bordo: mignotta (di lusso, però)
Tenutario: proprietario terriero con una tenuta in campagna
Tenutaria: mignotta (che ha fatto carriera)
Steward: cameriere sull'aereo
Hostess: mignotta
Uomo con un passato: chi ha avuto una vita, magari sconsiderata, ma degnadi essere raccontata.
Donna con un passato: mignotta
Maiale: animale da fattoria
Maiala: mignotta
Uno squillo: suono del telefono o della tromba
Una squillo: mignotta
Uomo da poco: miserabile, da compatire
Donna da poco: mignotta
Un torello: un uomo molto forte
Una vacca: una mignotta
Accompagnatore: pianista che suona la base musicale
Accompagnatrice: mignotta
Uomo di malaffare: birbante, disonesto
Donna di malaffare: mignotta
Prezzolato: sicario
Prezzolata: mignotta
Buon uomo: probo, onesto
Buona donna: mignotta
Uomo allegro: un buontempone
Donna allegra: mignotta
Ometto: piccoletto, sgorbio inoffensivo
Donnina: mignotta …
!! NOVITA’!!
Cliente: utilizzatore finale
Puttana: mignotta
da /femminicidio.blogspot.com/
postato da floreana2 | 15:21 | link | commenti
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