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mercoledì, 05 agosto 2009 Marionette e mangiafuoco da femminismo-a-sud.noblogs.org
Rabbia Il sangue mi ribolle di rabbia e disgusto. Una sola parola riesce a riassumere la realtà per come mi appare, da qualsiasi lato io provi a guardarla. Questa parola è IPOCRISIA. Quell’ipocrisia che si erge a difesa di precetti repressivi e impossibili da seguire - a meno di sacrificare letteralmente la propria stessa vita. E questo in nome di un potere, tutto umano, detenuto da chi in ogni modo riuscirà a sfuggire alle maglie dei suoi stessi diktat in virtù di quello stesso potere, ovviamente negato a tutto il resto dell’umanità. Il fondamentalista Bagnasco tuona contro la RU486, sguainando tutte le armi a sua disposizione. Per prima cosa, appellandosi ai famigerati e infamissimi obiettori di coscienza: alla luce dei frequentissimi casi di obiezione che di fatto ostacolano l’applicazione della legge, viene da chiedersi come non sia ancora considerato anticostituzionale per un medico ginecologo obiettare l’esecuzione dell’interruzione volontaria di gravidanza, il cui diritto è garantito dal 1978 dalla Legge 194, costantemente sotto attacco. Essi vivono In questo film girato da Carpenter nel 1988, il protagonista scopre l’esistenza di moltissime persone dall'aspetto reale simile a quello degli zombi: si tratta di alieni, che stanno schiavizzando gli umani. Come rivelare al mondo la loro presenza? Una buona domanda. Qualcuno a volte si chiede: come mai questi medici scelgono una professione che li pone di fronte a questo dilemma? Come dire, potevano fare gli odontoiatri, gli oculisti, e invece no, proprio i ginecologi. Un obiettore di coscienza in ambito militare evita le forze armate in tutto e per tutto, non chiede di essere integrato in esse a regime ridotto, nemmeno per stare in un ufficio. E’ giusto, è coerente: per chi è contrario alla guerra, anche solo scrivere una lettera in quel contesto è avvallare quell’attività. Cosa c’entra la guerra? C’entra, c’entra eccome. C’è una guerra in atto, che piaccia o meno. Spesso il conflitto si attua sul corpo delle donne, come in questo caso, ma non solo. Il cavallo di Troia Le guerre non si vincono esclusivamente con la forza bruta. Esiste tutto un intrico, una ragnatela di manovre (alcune apparentemente innocue) ben più letali. Ci illudiamo di poter convivere, laici e cristiani, in maniera serena: ma mentre il laico difende la libertà personale ad ogni costo (e perciò anche quella dei cristiani), il cristiano ha sempre, di fondo, quella che potremmo definire una MISSION. Dal DECRETO SULL’APOSTOLATO DEI LAICI "L'opera della redenzione di Cristo ha per natura sua come fine la salvezza degli uomini, però abbraccia pure il rinnovamento di tutto l'ordine temporale. Di conseguenza la missione della Chiesa non mira soltanto a portare il messaggio di Cristo e la sua grazia agli uomini, ma anche ad animare e perfezionare l'ordine temporale con lo spirito evangelico. I laici, dunque, svolgendo tale missione della Chiesa, esercitano il loro apostolato nella Chiesa e nel mondo, nell'ordine spirituale e in quello temporale. I laici devono assumere il rinnovamento dell'ordine temporale come compito proprio e in esso, guidati dalla luce del Vangelo e dal pensiero della Chiesa e mossi dalla carità cristiana, operare direttamente e in modo concreto; L'ordine temporale deve essere rinnovato in modo che, nel rispetto integrale delle leggi sue proprie, sia reso più conforme ai principi superiori della vita cristiana e adattato alle svariate condizioni di luogo di tempo e di popoli.” Ripenso allo “spirito evangelico” con cui intere popolazioni nei secoli sono state convertite al cristianesimo: storia, non invenzione. E oggi, in un’epoca fatta di bigottismo appena patinato di una incerta laicità, lo scontro si sposta su piani meno brutali (ma non in quanto ad effetti). Su di un documento del 2006 presente sul sito www.eticaepolitica.net (creato per iniziativa personale di alcuni professori di etica e teologia morale della Pontificia Università della Santa Croce - Roma) si legge (LE PARENTESI SONO MIE): «Quelli di dentro» (i cristiani) non si conformano alla mentalità del secolo, ma sanno sempre discernere ciò che è buono e gradito a Dio. Il comportamento di «quelli di fuori» (i laici) non solo non giustificherebbe in modo alcuno un comportamento simile da parte di «quelli di dentro», ma neppure può essere approvato (LEGGI: RISPETTATO) da questi ultimi. I cristiani devono essere «immacolati in mezzo a una generazione perversa», in modo che la loro coscienza non contaminata (!!!) splenda quale testimone della verità. Non ci si può lasciare contaminare, ma non per questo si deve uscire dal mondo (come gli asceti del Mar Morto, ecc.) o rimanere paralizzati (LEGGI: non si può effettivamente riconoscere la concezione separatista in tema di rapporti tra Chiesa e Stato). Piuttosto va assunto un atteggiamento caritatevole e apostolico attivo, in modo da vincere con il bene (il cristianesimo) il male (il demonio nascosto in ogni laico), aiutando le persone per quanto possibile. Da questo punto di vista si deve notare che l’obiezione di coscienza è un ricorso estremo e, in certo senso, minimale. […] La responsabilità morale degli operatori sanitari non si esaurisce, infatti, nel porre l’obiezione di coscienza quando ciò diventa necessario. Essi hanno soprattutto la responsabilità di dare il loro contributo affinché le proprie attività professionali siano regolate da leggi e regolamenti giusti. Tale dovere è fondato non solo sull’ovvia ragione che senza un quadro legale adeguato diventa più difficile per tutti mantenere non contaminata la propria coscienza nello svolgimento dell’attività professionale, ma anche sull’obbligo specifico di contribuire secondo le proprie possibilità al bene comune della società, il quale comprende senz’altro la tutela e promozione legale di beni fondamentali quali la vita, la salute, la giustizia, la libertà,ecc., nonché il retto ordinamento legale delle attività professionali che con quei beni hanno un rapporto così stretto. Questa esigenza si vede notevolmente rafforzata dal fatto che la vita democratica, per la sua stessa natura, richiede l’attiva partecipazione di tutti i cittadini alla formazione degli orientamenti politici, sociali e professionali e alle scelte legislative in cui essi si concretizzano. I cittadini cristiani, inoltre, svolgono in questo modo il compito loro proprio di animare cristianamente l’ordine temporale." E’ chiaro qual é lo scopo della loro presenza nel settore: non ci si trovano per caso. Solo il secolo scorso la Chiesa si è rifatta il trucco, camuffando il Papa Re come ha fatto il lupo travestito da agnello, ma le intenzioni, le ingerenze, l’attività invasiva chiamata Apostolica è rimasta. Essi vivono tra noi, e non per convivere, ma per colonizzare, con la loro carità amorevole e violentissima. La 194 sarà sempre sotto attacco, perché va contro al loro interesse, apertamente espresso nelle righe precedenti: “la responsabilità di dare il loro contributo affinché le proprie attività professionali siano regolate da leggi e regolamenti giusti. Tale dovere è fondato non solo sull’ovvia ragione che senza un quadro legale adeguato diventa più difficile per tutti mantenere non contaminata la propria coscienza nello svolgimento dell’attività professionale”. Ogni obiettore di coscienza è il cavallo di Troia tramite il quale la Chiesa di fatto ostacola una legge della costituzione italiana, e in più tramite l’obiettore cerca di andare ad influire non solo con un atteggiamento passivo, ma anzi assolutamente attivo per ritoccare quella legge in termini cristiani – perciò antiabortisti. Tutto questo con il benestare del Governo Italiano. Dallo stesso articolo infatti: Sullo sfondo, molti interventi di parte cattolica che, ormai, puntano direttamente alla modifica della legge 194. Il più significativo è quello del ministro per l'Attuazione del Programma, Giovanni Rotondi: "Politici cattolici e laici devono impegnarsi per il nuovo obiettivo di progresso di una civiltà senza aborto. In Italia il tema è rafforzare la prevenzione prevista nella 194 e mai attivata". Di Cavalli di Troia infatti è pieno anche il Parlamento: e la 194, seppure fino ad adesso abbia garantito l’interruzione di gravidanza, non è la migliore delle leggi possibili. Mi rileggo il testo della stessa, che già dall’incipit, per conciliare la compagine cattolica si presta a manipolazioni di ogni tipo. Non sto per brevità a riportare qui il testo articolo per articolo, ma una cosa mi è chiara ed è l’ipocrisia di tale affermazione: la prevenzione all’aborto che i cristiani vorrebbero attuare riguarda sicuramente tutte quelle prescrizioni socio-assistenziali rivolte alla donna incinta, non sicuramente la prima e più importante prevenzione di tutte che passa tramite un utilizzo, cosciente, consapevole e non criminalizzato degli anticoncezionali. Questo sarebbe possibile se non vivessimo nel paese, a massima ingerenza cristiana, del “Si fa ma non si dice”: dove la Chiesa criminalizza la sessualità se non finalizzata al concepimento all’interno del matrimonio, dove i genitori per la maggior parte non parlano di sesso ai figli, dove le scuole non affrontano un educazione sessuale decente, ma si limitano in qualche caso ad uno sterile corso di anatomia. Dove la maggior parte dei minorenni fa sesso, e la maggior parte dei genitori (e in massima parte i padri) finge di credere alla verginità dei propri figli (e soprattutto figlie) adolescenti. Ma Bagnasco mica si ferma, anzi: “E' pretestuoso" invocare l'allineamento all'Europa per giustificare la scelta della pillola abortiva: gli "obiettivi" indicati dagli organi sovranazionali, vanno considerati solo quando sono orientati al bene, all'ordine morale. Diversamente, un Paese membro deve discostarsi, dando il buon esempio agli altri e diventando capofila di una inversione di marcia. Torniamo al solito Principio di sussidiarietà, utilizzato ormai continuamente come paravento per schivare tutte quelle iniziative di vario, e spesso vago, sapore laico già in atto in tutti gli stati membri dell’Unione Europea tranne, al solito l’Italia. Bagnasco, come evidente, strizza l’occhio con estrema disinvoltura alla politica… un controsenso? Non troppo, dal momento che sua è affermazione: NOSTRO DIRITTO LA POLITICA, VOGLIONO CHIUDERCI NELLE SACRESTIE L’inarrestabile Bagnasco, lo scorso anno, poco dopo l’insediamento dell’ultimo governo Berlusconi – l’unto del Signore e re degli ipocriti –forte del clima fascista che stava nuovamente iniziando a dilagare, affermava al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione che: "La Chiesa è capace di partecipare alla vita politica nel segno della democrazia e della verità. Oggi, come in altri periodi della storia, si vuole che la Chiesa rimanga in chiesa. Si vorrebbe negare - è la sua analisi - la dimensione pubblica della fede". Leggasi: la dimensione POLITICA. EPILOGO
Mi fermo qui, la nausea si fa insopportabile. Con quanta ipocrisia Bagnasco afferma che:” La libertà di scelta finisce per affermare solo il diritto del più forte. Chi sarebbe il più forte, l’individuo, la donna in questo caso? Lui è uno dei rappresentanti del potere più forte, quello religioso/politico – i confini non sono mai esistiti in Italia, e oggi meno che mai - che decide delle nostre vite, che si arroga il diritto di impersonare un Mangiafuoco che non conosce pietà per le sofferenze dei poveri burattini che siamo noi tutti. Cosa dovremmo fare quindi, Bagnasco: andare a moltiplicarci indiscriminatamente, o votarci alla castità perenne e poi magari sfogarci sui minori? postato da floreana2 | 14:43 | link | commenti giovedì, 23 luglio 2009 L'INFLUENZA PORCINA di mujeres libres
Sono colpita. Non dall'influenza, per ora almeno. postato da floreana2 | 21:23 | link | commenti (3) venerdì, 17 luglio 2009 L'estate senza senso di Alessandra Daniele
In seguito a uno spot nazistoide di quell'acqua minerale che dice di far pisciare, in rete s'è parlato molto del modo in cui la pubblicità rappresenti le donne. Nello spot in questione, un coro di inquietanti siliconate isteriche insulta una poverina colpevole di avere ancora sembianze umane. Le tipe del coro mi hanno ricordato Le mogli di Stepford (''The Stepford Wives'' di Ira Levin- 1972) storia d'un apparentemente idilliaco villaggio della provincia USA in cui gli uomini uccidono sistematicamente le loro mogli per sostituirle con androidi decerebrati. Non so se quell' acqua faccia davvero pisciare, di sicuro lo spot fa cagare. postato da floreana2 | 21:21 | link | commenti |